Manifesto mostra

Teatro Galli – Rimini, Piazza Cavour

Inaugurazione sabato 2 settembre, ore 18

dal 3 al 10 settembre aperto ore 10-13/16-23
dal 12 settembre al 29 ottobre aperto ore 16-19
lunedì non festivo chiuso – Ingresso Libero

Si tratta di un’esposizione intrigante e fuori dagli schemi usuali, che incrocia le celebrazioni del 600esimo anniversario della nascita di Sigismondo Pandolfo Malatesta con gli eventi del motociclismo mondiale. Ne sono enti promotori il Comune di Rimini e l’Università di Bologna.

L’idea prende spunto dai risultati di una ricerca scientifica condotta da Thessy Schoenholzer Nichols ed Elisa Tosi Brandi, accademiche di grande rilievo nell’ambito della Storia del Costume e della Moda, avente ad oggetto l’indumento forse più rappresentativo del guardaroba maschile medievale: il farsetto.

Imbottito, aderente, ergonomico, il farsetto nasce come sistema di difesa passiva per il cavaliere sotto l’armatura. Funzionale ed elegante sottostruttura, dall’ambito militare esso diventa indumento quotidiano. Indagato anche nelle sue caratteristiche sartoriali, grazie all’apporto di fonti materiali, in questa mostra il farsetto è stato paragonato ai giubbotti del motociclista.
Fulcro dell’esposizione è la collaborazione nata con il reparto “Prodotto e sviluppo” della Spidi Sport che ha analizzato e sviluppato i cartamodelli dei farsetti medievali, realizzando prototipi in pelle per nuovi indumenti.

I giubbotti ispirati ai farsetti, le ricostruzioni storiche e l’attrezzatura ultratecnologica dei piloti del MotoGP pensata e disegnata da Aldo Drudi (Drudi Performance), illustrano diversi percorsi di ricerca intrapresi da storici, protitipisti e designer sugli oggetti antichi, visti come fonti da cui trarre qualche ispirazione per migliorare prestazioni e sicurezza, offrendo una nuova immagine ai cavalieri di oggi.

L’Associazione Culturale IMAGO ANTIQUA prende parte attiva alla mostra attraverso il prestito dell’armatura di piastre appartenente al proprio membro Andrea Carloni (Presidente), posta in associazione ideale con la tuta e le protezioni da centauro realizzate da Spidi Sport su design di Aldo Drudi.  

Si tratta delle replica rigorosa di un insieme composito di fattura lombarda, conservato presso il Museo F. Gonzaga di Mantova (inv. B1 e B3) e databile, secondo le teorie oplologiche più recenti, agli anni 1475-80 circa; alcune pezze minori, essendo mancanti nell’originale – ci riferiamo più precisamente a guardareni e batticulo – sono state mutuate dalla celebre “armatura Sanseverino”, morfologicamente similare ed esposta al Kunsthistorisches Museum di Vienna (inv. A3).

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Si ringraziano sentitamente Elisa Tosi Brandi (Univ. Studi di Bologna) ed il Comune di Rimini, nella persona di Massimo Pulini (Ass. Cultura), per il coinvolgimento della nostra Associazione; un tributo di riconoscenza va a Tobias Capwell (curatore Wallace Collection di Londra) per la consulenza ed il supporto materiale offerti nella realizzazione dei fornimenti in maglia che completano l’armatura.

Notizia sul sito ufficiale del Comune di Rimini – Clicca per leggere

Pieghevole della mostra – Clicca per scaricare

Si è svolto in una magnifica quanto inaspettata giornata di sole l’evento didattico-divulgativo “Medioevo d’Alta Quota”, tenutosi lo scorso 20 settembre negli alpeggi di Vione (BS), in Alta Val Camonica.

Ottima l’affluenza degli abitanti dei paesi limitrofi, ma anche di famiglie ed escursionisti, giunti da tutta Italia per godere della cornice naturale mozzafiato offerta dal comprensorio dell’Adamello ed immergersi per qualche ora nella sua storia secolare.

Didattica

Divulgazione e didattica alle “Case di Bles” (2080 mt.)

La visita ha preso il via dagli scavi archeologici presso il Castello di Tor dei Pagà e si è conclusa al “Rifugio Case di Bles”, struttura gestita dal C.A.I Manerbio. Nelle immediate vicinanze di quest’ultima, i Ricostruttori Storici di IMAGO ANTIQUA hanno preso possesso di un’antica baita in pietra locale e sono rimasti impegnati, fin quasi al tramonto, nel ricostruire un ideale spaccato del vissuto quotidiano del tardo Quattrocento, in questi luoghi tipicamente incentrato su attività di sussistenza come caccia, allevamento (perlopiù ovo-caprino) e raccolta di frutti del sottobosco.

Mazze da tamburo

Mazze da tamburo raccolte nel bosco confinante

Il pubblico ha trovato di particolare interesse il confronto diretto tra le repliche utilizzate dal vivo dai nostri membri ed alcuni reperti databili tra tardo XIII e primo XV secolo, rinvenuti presso lo scavo del Castello ed ora esposti nel Museo Etnografico dell’Alta Valle Camonica “‘L Zuf” di Vione (BS): trattasi, nella fattispecie, di cuspidi per dardi da balestra ad uso bellico, di una borchia da cintura di foggia floreale e di frammenti vitrei pertinenti ad un bicchiere a bugne.

CLICCA QUI per vedere il pannello museale, che comprende, tra l’altro, anche il contributo di un nostro Consigliere, il Dott. Marco Vignola.

Ricostruzione di cintura con fibbia a "D" e borchie floreali (IMAGO ANTIQUA)

Ricostruzione di cintura con fibbia a “D” e borchie floreali (IMAGO ANTIQUA)

 

Ricostruzione di dardi da balestra in ferro forgiato (IMAGO ANTIQUA)

Ricostruzione di dardi da balestra in ferro forgiato (IMAGO ANTIQUA)

Oltre a mostrare una rappresentanza di oggetti e vestiario, abbiamo offerto una dimostrazione di tiro con la balestra ed illustrato potenzialità e limiti di un’armatura di piastre, corredata di cappello d’arme, pezzi in questa occasione appositamente scelti tra tipologie di ascendenza austro-germanica, per via delle influenze d’Oltralpe subite dai territori camuni durante il Tardo Medioevo. Entusiasti i bambini, che hanno posto ogni genere di domande, sperimentando anche l’utilizzo di alcune delle dotazioni da noi impiegate.

Armatura e balestra in stile germico

Balestriere del tardo XV sec. con protezioni in piastra

Per l’ora di pranzo, inoltre, la Dott.ssa Giovanna Bellandi, nostro contatto sul posto, ha cucinato due pietanze ricostruite secondo ricettari autentici del XIV e XV secolo, sotto la diretta supervisione di Silvia Ballabio, nostro Segretario e Responsabile Cucina. Gli avventori hanno così potuto gustare deliziosi “funghi saltati alle spezie” (Anonimo Toscano, Libro de la cocina; MS 158, BUB) ed una invitante “zuppa di ceci” (Mastro Martino da Como, Libro de arte coquinaria; MS Urbinate Latino 1203, BAV), scoprendo i principi sottostanti ai dettami culinari dell’epoca.

Cibo

Alcuni cibi “filologici” consumati durante l’evento dai ricostruttori storici di IMAGO ANTIQUA


Il lavoro di IMAGO ANTIQUA è stato molto apprezzato e giudicato efficace anche dal Prof. Marco Sannazaro
, stimato docente di Archeologia Medievale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore (sedi di Milano e Brescia), il quale ha presenziato all’evento in qualità di patrocinante del progetto “Vione Archeologica”.

Invitiamo coloro che volessero ricevere ulteriori delucidazioni sulle nostre attività ad inviarci una e-mail all’indirizzo info@imagoantiqua.it 

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