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Martedì 6 e Giovedì 8 giugno u.s. gli alunni della classe 3D del Liceo “Volta-Fellini” di Riccione sono stati introdotti ad alcune tematiche chiave della Ricostruzione Storica del XV secolo italiano, a cura di due membri del nostro sodalizio culturale, Andrea Carloni (Presidente) e Silvia Ballabio (Segretario).

L’iniziativa si è svolta nell’ambito del cosiddetto «PROGETTO MALATESTA», un format didattico composto da un pacchetto di 30 ore formative in Alternanza Scuola Lavoro, nato su impulso di Ilaria Balena e Marco Sassi di Bookstones Edizioni, in concomitanza con i festeggiamenti promossi dal Comune di Rimini per il 600° anniversario dalla nascita di Sigismondo Pandolfo Malatesta (1417-1468).

Per le lezioni affidate alla competenza di IMAGO ANTIQUA è stata utilizzata come aula la suggestiva “Sala degli Arazzi” sita all’interno del Museo della Città di Rimini.

La prima giornata, che ha visto la presenza in abito storico dei nostri incaricati, è stata dedicata ad un primo inquadramento delle attività e finalità della Living History e, subito a seguire, alla VITA QUOTIDIANA nella seconda metà del Quattrocento.
Grazie al supporto di immagini tratte dall’archivio fotografico IMAGO ANTIQUA e di slides appositamente create per l’occasione, abbiamo offerto una panoramica sul nostro operato di Ricostruttori Storici e degli strumenti di cui ci avvaliamo, chiarendo anche l’imprescindibilità dalla ricerca, l’importanza del confronto con il mondo accademico e le numerose interconnessioni con diverse discipline tecnico-scientifiche.
Per mantenere viva l’attenzione, abbiamo fatto toccare con mano alcune ricostruzioni di indumenti e complementi d’abbigliamento maschile e femminile (con uno sguardo al corredo funebre di Sigismondo Pandolfo e del padre Pandolfo III), mostrando anche reperti originali di minuterie metalliche provenienti dalle nostre collezioni.

Nel secondo incontro, invece, si è innanzitutto discusso di CUCINA E ALIMENTAZIONE, con particolare riguardo alle testimonianze documentali pervenute, ai “cibi proibiti” per il Re-enactor del 1400 (ossia quelli posteriori alla scoperta dell’America), ad attrezzi e utensili (grande stupore ha suscitato la dimostrazione di accensione del fuoco con esca/selce/acciarino), alle posate e al corredo da tavola del ceto popolare e nobiliare.
L’ultima parte della mattinata è stata riservata all’AMBITO MILITARE ed in particolare alle principali armi e protezioni utilizzate da cavalieri e fanti nel XV sec.; anche in questo caso, non sono stati trascurati spunti di collegamento diretto con la casata malatestiana, mostrando e commentando le immagini delle pezze d’armatura di Sigismondo Pandolfo, oggi conservate al Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Nel complesso, possiamo certamente dire che l’iniziativa ha riscosso un pieno successo: i ragazzi hanno dimostrato un elevato livello di interesse ed attenzione, ravvivando i nostri interventi con numerose e pertinenti domande, circostanza che ci riempie di soddisfazione e ci conferma, ancora una volta, la reale efficacia degli approcci disciplinari innovativi che, consentendo un vero e proprio “salto nel quadro vivente della storia”, la fanno assaporare dal di dentro come esperienza coinvolgente ed emozionante, senza farla percepire come una materia da subire per mero dovere scolastico.

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Un ringraziamento particolare va tutto lo staff di Bookstones Edizioni per aver richiesto il nostro supporto e agli alunni del “Liceo Volta” per l’entusiastica partecipazione e gli scatti contenuti nel presente articolo.

Per organizzare iniziative didattiche analoghe nella vostra Scuola, inviateci una email: info@imagoantiqua.it


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Il prossimo 19 giugno sarà una data speciale a Rimini: nell’imponente cornice offerta da CASTEL SISMONDO, il Comune ha chiamato a raccolta tutta la cittadinanza per esprimere grande giubilo e orgoglio di appartenenza alla città, in occasione dei 600 anni trascorsi dai natali del suo illustre Mecenate e Condottiero, Sigismondo Pandolfo Malatesta (1417-1468).

Le Associazioni Culturali locali IMAGO ANTIQUA e COMPAGNIA DI S. MARTINO, entrambe specialiste nel Tardo Quattrocento, saranno impegnate nell’aprire le celebrazioni con la presenza dei rispettivi Ricostruttori Storici, dando il via ad una serie di eventi che copriranno un arco temporale di oltre un anno, fino al 550° dalla morte del Signore di Rimini (9 ottobre 2018).

Scopri i dettagli sul sito ufficiale del Comune di Rimini: CLICCA QUI

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Alcuni scatti realizzati durante l’evento: 

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Isotta

Erano presenti quasi 200 spettatori al “Cinema Settebello” di Rimini, l’8 Marzo scorso, all’evento Nel Segno di Isotta, organizzato dalla giornalista Manuela Fabbri in collaborazione con l’Associazione Culturale IMAGO ANTIQUA e Bookstones Edizioni (leggi il programma QUI).

Limitandoci a riassumere i soli momenti relativi alla celebrazione della figura di Isotta degli Atti (1432/33 – 1474), prima amante e poi moglie di Sigismondo Pandolfo Malatesta, possiamo dire di aver assistito ad uno dei più appassionanti dibattiti tenutisi dal vivo negli ultimi anni: gli studiosi Oreste DeluccaPiero Meldini ed Elisa Tosi Brandi hanno dato lustro alla nobile riminese, rispolverando i tratti salienti della sua personalità, aggiungendo curiosità e aneddoti talvolta inediti.

 

Oreste Delucca (sn) e Piero Meldini (dx).

Oreste Delucca (sn) e Piero Meldini (dx).

Il dibattito, con Isotta all'estrema destra

Il dibattito, con Isotta all’estrema destra

Da sinistra: Manuela Fabbri, Elisa Tosi Brandi e Ilaria Balena

Da sinistra: Manuela Fabbri, Elisa T. Brandi e Ilaria Balena

 

 

 

 

 

 

Si è tentato anche di recuperare la dimensione intimistica, legata al vivere quotidiano, rendendo più concreta e vicina la sua figura di donna intelligente, arguta e sempre dignitosamente presente a se stessa, anche di fronte ai tradimenti perpetrati da Sigismondo con altre spasimanti, pur nella ossequiosa deferenza al medesimo, in quanto Signore di Rimini. Lo si è fatto prevedendo sul palco la presenza di Silvia Ballabio, Segretario di IMAGO ANTIQUA, ad impersonare idealmente Isotta, in indumenti tipicamente in uso nella metà del 1400, accompagnata da un levriero, cane molto amato dai Malatesta, ritratto anche da Piero della Francesca nel Tempio di Rimini.
Il flauto di Emanuela Di Cretico ha aggiunto il giusto carico di pathos!

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Nella fattispecie, Silvia indossava una ricostruzione di “gamurra” (veste) e di “pellanda” (sopravveste); il mobilio consisteva di un tavolo su trespidi con motivi a gotiche ed un sedile “a tenaglia”, tipologie ben attestate nel XV secolo. Su quest’ultimo è stato adagiato un leggio in legno d’acero finemente intagliato, ricostruzione tratta dall’opera “S. Girolamo nel suo studio” di Jan Van Eyck, datata al 1435 circa, esposta al Detroit Institute.
Nelle mani Silvia-Isotta reggeva la replica di un manoscritto cartaceo databile al tardo XV secolo, con piatto di coperta in pergamena e legatura membranacea con corregge in cuoio, il cui modello di base è rappresentato da un quaternus conservato presso l’Archivio di Stato di Firenze (ASFi, Carte Strozziane, II 14).

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Silvia ha declamato, nel volgare originale, una missiva del 21 dicembre 1454 indirizzata a Sigismondo.
Trattasi di un documento rinvenuto nell’Archivio di Stato di Siena, indicatoci dall’instancabile “cacciatore di fonti” Oreste Delucca, che di seguito riproponiamo nella sua interezza:

 «Signore mio, e’ ò rezevuta vostra letera, per la qualle la V. S. me sagramenta che vui me volitti melio che mai. Zerto, signore mio, e’ ve llo credo; e piui chiara e zerta seria de talle sagramento, se se ponesie fine a quella chossa che senpre me tene arabiatta; anchora piui seria zerta del vostro sagramento. A quela parte de quello che la V. S. desidra piui che me, e’ domando de grazia alla V. S. quando in tuto in tuto non lo disidrasti, che per mio amore, voliando la V. S. la mia vitta e ripossio, lo disidratti e a ziò diatti vero spazamento piui presto che vui posetti. Alla parte che la V. S. me scrive ch’io non dovea respondere chossì a vostra lettera chome persona che sta sempre in su l’avixio e geloxia de vui, veni a savere de uno zerto tradimento che me aveva fatto la V. S., zoè de la filiuola del signore G.°; tra quello e lle altre mie pasione me parea dirne uno puocho in quello scrivere chon la V. S.; perziò la mia lettera ve parssie uno puocho bruscha. A quella parte che la V. S. dixie de non me scrivere piui, quando e’ vitti detta parte e’ dissii: mo non me mancha piui niente a esere intieramente malle chontenta! Perrego la V. S., se me amati intieramente chome vui dixitti, non me retiniatti quella chosa, che è mio grande chontentamento, zioè ‘l scrivere. Non posendo vedere la V. S., che almancho e’ vegia vostre lettere; voliatti avere chompasione a mi poveretta. El nostro Malatesta sta bene e à rezevuto de una bonitisima volia el chavallo. Tuti i altri nostri filiuolli e filiuole stano bene. Altro per questa. Mille fiatte me recomando a la V. S. Datta adì xxj de dexenbre.                                         De la V. S. serva Yxotta Ariminesse».

Come annunciato da Ilaria Balena nel corso della serata, lo stesso Oreste Delucca sta per dare alle stampe, per i tipi di Bookstones Edizioni, il libro Isotta degli Atti. L’amore e il potere (per saperne di più, clicca QUI).

 

Il pubblico in sala

Il pubblico in sala

Silvia Ballabio (Isotta) e Oreste Delucca

Silvia Ballabio (Isotta) e Oreste Delucca

Il tavolo di Bookstones Edizioni nel foyer

Il tavolo di Bookstones Edizioni nel foyer

 

 

 

 

 

 

Ringraziamo sentitamente Manuela Fabbri per l’opportunità offertaci di prendere parte attiva a questo particolarissimo evento, che ci ha consentito di metterci alla prova in un contesto diverso da quello a noi usuale.

Ass. Cult. IMAGO ANTIQUA
Il Presidente – Andrea Carloni

 

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