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Grazie a numerose trasferte verso siti di interesse storico-artistico, musei e collezioni private, Andrea Carloni, nostro attuale Presidente, ha realizzato un archivio fotografico personale in continua evoluzione, contenente migliaia di immagini di dipinti, affreschi, opere d’arte e reperti originali, in maggioranza del periodo tardo medievale, sia italiano che estero.

Questa ampia raccolta, che rappresenta per IMAGO ANTIQUA uno dei principali supporti di studio per le proprie attività, conta ad oggi oltre 26.000 scatti personali. Dal 2009 è disponibile per consultazione gratuita su FLICKR, noto canale di uploading online, registrando proprio in questi giorni il considerevole numero di 10 milioni di visualizzazioni, da parte di utenti di tutto il mondo.

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Numerose sono state, negli anni, le richieste di utilizzo di immagini pervenute da accademici, case editrici e singoli studiosi.

Un reportage ritraente il ciclo d’affreschi del tardo ‘400 presente nella Chiesa di S. Fiorenzo di Bastia Mondovì (CN), è apparso nell’articolo di M. P. ZANOBONI, Il teatro del sacro e della vita nella Rivista MEDIOEVO, Edizioni “My Way Media Srl”, mensile culturale registrato c/o Tribunale di Milano (n. 106 del 01/03/1997), Anno XVI, n. 8 (187) – agosto 2012, pagg. 98-105.

Alcuni scatti della Cattedrale di San Pelino a Corfinio (AQ) compaiono a p. 8 del MeBook Young edito da Mondadori: si tratta di un libro digitale collegato al volume di arte e immagine per le Scuole Medie realizzato da Milena Braga e Luigia Recalcati, dal titolo Oltre lo sguardo (Electa Scuola, 2016).

Altre immagini compaiono in tesi di laurea e diversi siti web specialistici gestiti da terze parti.

Per consultare la raccolta fotografica di Andrea Carloni, CLICCA QUI.

Buona visione e buono studio!

Manifesto mostra

Teatro Galli – Rimini, Piazza Cavour

Inaugurazione sabato 2 settembre, ore 18

dal 3 al 10 settembre aperto ore 10-13/16-23
dal 12 settembre al 29 ottobre aperto ore 16-19
lunedì non festivo chiuso – Ingresso Libero

Si tratta di un’esposizione intrigante e fuori dagli schemi usuali, che incrocia le celebrazioni del 600esimo anniversario della nascita di Sigismondo Pandolfo Malatesta con gli eventi del motociclismo mondiale. Ne sono enti promotori il Comune di Rimini e l’Università di Bologna.

L’idea prende spunto dai risultati di una ricerca scientifica condotta da Thessy Schoenholzer Nichols ed Elisa Tosi Brandi, accademiche di grande rilievo nell’ambito della Storia del Costume e della Moda, avente ad oggetto l’indumento forse più rappresentativo del guardaroba maschile medievale: il farsetto.

Imbottito, aderente, ergonomico, il farsetto nasce come sistema di difesa passiva per il cavaliere sotto l’armatura. Funzionale ed elegante sottostruttura, dall’ambito militare esso diventa indumento quotidiano. Indagato anche nelle sue caratteristiche sartoriali, grazie all’apporto di fonti materiali, in questa mostra il farsetto è stato paragonato ai giubbotti del motociclista.
Fulcro dell’esposizione è la collaborazione nata con il reparto “Prodotto e sviluppo” della Spidi Sport che ha analizzato e sviluppato i cartamodelli dei farsetti medievali, realizzando prototipi in pelle per nuovi indumenti.

I giubbotti ispirati ai farsetti, le ricostruzioni storiche e l’attrezzatura ultratecnologica dei piloti del MotoGP pensata e disegnata da Aldo Drudi (Drudi Performance), illustrano diversi percorsi di ricerca intrapresi da storici, protitipisti e designer sugli oggetti antichi, visti come fonti da cui trarre qualche ispirazione per migliorare prestazioni e sicurezza, offrendo una nuova immagine ai cavalieri di oggi.

L’Associazione Culturale IMAGO ANTIQUA prende parte attiva alla mostra attraverso il prestito dell’armatura di piastre appartenente al proprio membro Andrea Carloni (Presidente), posta in associazione ideale con la tuta e le protezioni da centauro realizzate da Spidi Sport su design di Aldo Drudi.  

Si tratta delle replica rigorosa di un insieme composito di fattura lombarda, conservato presso il Museo F. Gonzaga di Mantova (inv. B1 e B3) e databile, secondo le teorie oplologiche più recenti, agli anni 1475-80 circa; alcune pezze minori, essendo mancanti nell’originale – ci riferiamo più precisamente a guardareni e batticulo – sono state mutuate dalla celebre “armatura Sanseverino”, morfologicamente similare ed esposta al Kunsthistorisches Museum di Vienna (inv. A3).

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Si ringraziano sentitamente Elisa Tosi Brandi (Univ. Studi di Bologna) ed il Comune di Rimini, nella persona di Massimo Pulini (Ass. Cultura), per il coinvolgimento della nostra Associazione; un tributo di riconoscenza va a Tobias Capwell (curatore Wallace Collection di Londra) per la consulenza ed il supporto materiale offerti nella realizzazione dei fornimenti in maglia che completano l’armatura.

Notizia sul sito ufficiale del Comune di Rimini – Clicca per leggere

Pieghevole della mostra – Clicca per scaricare

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