Il 18 e 19 aprile 2026 il suggestivo scenario del Castello dei Ronchi di Crevalcore (BO) si trasformerà ancora una volta in un grande palcoscenico storico a cielo aperto, pronto ad accogliere visitatori e appassionati per un’esperienza immersiva unica: un viaggio nel tempo lungo oltre 2000 anni, dai Celti fino alla fine del XX secolo.

Oltre 300 reenactors realizzeranno accampamenti, scene di vita quotidiana, dimostrazioni e ricostruzioni militari che permetteranno al pubblico di attraversare i secoli in modo diacronico, compiendo “balzi temporali” istruttivi e coinvolgenti.

La grande novità del 2026 è significativa: l’evento si svilupperà per la prima volta su due giornate complete, offrendo un’esperienza ancora più ricca e articolata.
Un’occasione per esplorare con calma i diversi periodi storici grazie alle numerose attività previste:

  • didattica presso gli accampamenti;
  • tiro con l’arco storico;
  • dimostrazioni militari dal vivo;
  • il “Grande Ballo dell’Ottocento”;
  • stand gastronomico con eccellenze emiliane.

Un insieme di spettacolo, ricerca storica e divulgazione che rende questa manifestazione una delle più interessanti nel panorama della rievocazione italiana.

Come di consueto, sarà presente anche l’Ass. Cult. IMAGO ANTIQUA, che porterà all’interno del percorso i propri banchi dedicati al tardo XV secolo italiano.
In particolare saranno presentati i mestieri della STRINGARA (fabbricante di lacci per abbigliamento), del CORAMAIO (artigiano del cuoio) ed una postazione dedicata a ILLUMINAZIONE E ACCENSIONE DEL FUOCO.
Tre percorsi tematici che permetteranno ai visitatori di approfondire dal vivo aspetti materiali, tecnici ed emblematici della vita nel Quattrocento.

Segnaliamo ai visitatori che l’ingresso all’evento è GRATUITO con offerta libera e che per fotografare o filmare è richiesto l’accredito.

Location
Parco del Castello dei Ronchi
Via Argini Nord, 3277 – Crevalcore (BO)

Organizzatori
I SEMPAR IN BARACA
STORICI EVENTI
COMPAGNIA D’ARME DELLE 13 PORTE

Pagina ufficiale
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E’ con grande piacere che annunciamo la prossima pubblicazione del nuovo volume di Oreste Delucca intitolato Rimini Malatestiana. Il volto della città nel Quattrocento (Panozzo Editore, 2026).

Esso offre un’immersione nella vita urbana della Rimini tardo-medievale, ricostruita attraverso un attento lavoro sulle fonti documentarie, sulle mappe storiche e sulle testimonianze iconografiche.
Un affresco vivido della città nel pieno della stagione malatestiana, in cui la struttura degli spazi urbani, le attività economiche e le dinamiche sociali si intrecciano restituendo il volto concreto e quotidiano dell’antica Arimino.

La presentazione dell’opera si terrà in dialogo con la prof.ssa Elisa Tosi Brandi in data Venerdì 10 aprile ore 17:30, presso la Cineteca della Biblioteca Civica Gambalunga (Rimini – Via Gambalunga 27).

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Sinossi

Rimini Malatestiana. Il volto della città nel Quattrocento è molto più di un saggio storico: è un viaggio narrato dall’interno, attraverso gli occhi meravigliati di Giuliano, un sedicenne di Valliano che per la prima volta varca le porte di Arimino. A guidarlo è Lorenzo, maestro di grammatica, voce sapiente che accompagna il lettore nei quartieri, nelle piazze, nelle botteghe e lungo i rivoli nascosti della città quattrocentesca. La Rimini che emerge non è una semplice ricostruzione architettonica, ma un organismo vivo, pulsante, fatto di rumori di ferri battuti, odori di spezie, clamori di mercato, strepitii di osterie, stalle, taverne e vicoli dove il quotidiano si mescola alla storia.

Il libro ricostruisce la città come fosse un grande teatro urbano: dalle mura romane alle espansioni malatestiane, dalle vie dei mestieri – popolate da fabbri, calderai, ceramisti e vetrai – alle piazze che segnano la vita civile, come il Campo del Foro o la piazza della Fontana, cuore idrico e sociale della Rimini medievale. Si attraversano le beccherie, animate da macellai, animali e un celebre orso incatenato; si incontrano gli speziali sotto i portici, i sarti nelle botteghe anguste, i notai nei trivii affollati. Accanto alla dimensione urbana, il volume restituisce anche il paesaggio economico e produttivo della città: i mulini e le gualchiere lungo la fossa Patara, le tintorie, i conciapelle, i tiratoi distesi al vento, la complessa filiera del panno e dell’arte della lana.

Ma la Rimini narrata da Lorenzo è anche un mosaico fatto di contrade e borghi, ciascuno con il proprio volto, le proprie regole, le proprie chiese di riferimento. Dalla vitalità portuale del borgo Marina alla quiete agreste della Patarina – dove orti, pozzi e colombaie penetrano profondamente nel corpo urbano – la città si rivela come un continuo intreccio di campagna e civiltà, di flussi d’acqua e tessuti sociali, di presenze artigiane e devozioni quotidiane. Il porto, vivo di traffici e fatiche, diventa un microcosmo a sé, popolato da osti, prostitute, libbatori, mercanti dalmati, pellegrini e marinai: uno spazio dove la legge cittadina si allenta e il ritmo del mare governa la vita.
La narrazione non tralascia gli aspetti più fragili dell’esistenza urbana: l’igiene precaria, le strade fangose senza sistema fognario, gli animali che condividono gli spazi domestici, le epidemie che minano la sopravvivenza cittadina. Attraverso il racconto delle pestilenze, delle carestie e della debolezza demografica, il libro illumina il costante bisogno di immigrazione che ha garantito la vitalità di Arimino, rivelando una città che attrae e respinge, che accoglie e consuma.

Il risultato è un affresco storico ricchissimo, costruito su fonti, mappe, catasti, iconografie, ma raccontato con tale vivacità narrativa da trasformare la Rimini malatestiana in un’esperienza immersiva. Ogni strada, ogni piazza, ogni bottega torna a vivere, e la città del Quattrocento si ricompone come un luogo reale, abitato, tridimensionale. Il lettore, come Giuliano, attraversa una Rimini che non è ricordo né museo: è un mondo in movimento, un organismo complesso di pietre, acqua, lavoro, rumori e riti collettivi.

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Oreste Delucca – Curriculum breve

Oreste Delucca, riminese, è impegnato da oltre quarant’anni nella ricerca delle fonti d’archivio per documentare i segni della storia della sua città e del territorio circostante: l’ambiente, l’economia, l’urbanistica, l’arte e le strutture sociali, con particolare riferimento ai secoli del tardo Medioevo, della Signoria Malatestiana e del Rinascimento.
Ha pubblicato oltre 45 volumi monografici e circa 170 saggi in riviste specializzate e opere collettive.
È membro della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna, della Società di Studi Romagnoli e della Società di Studi Storici per il Montefeltro.
Nel 2013 il Comune di Rimini lo ha insignito del Sigismondo d’Oro per meriti culturali.

INCONTRO CON IL PUBBLICO
Ingresso Gratuito

Sabato 28 Febbraio 2026, ore 16:15

TRA PIGMENTI E MORDENTI.
Colori e tecniche tintorie nel Rinascimento Italiano.

Museo della Città “Luigi Tonini”
c/o Sala degli Arazzi
Via L. Tonini, 1 – 47921 Rimini

Evento organizzato dall’Associazione Culturale IMAGO ANTIQUA, con il patrocinio del Comune di Rimini.

Relatore: ANDREA ROMITO, studioso di tintura medievale.

Introduzione a cura di: ANDREA CARLONI, presidente Imago Antiqua.

Un viaggio affascinante nel mondo dei colori nella fase di transizione tra Quattrocento e Cinquecento.

Partendo dall’analisi delle materie prime naturali – tra cui robbia, reseda, guado e allume – forniremo un inquadramento tecnico e storico dell’arte della tintura, mettendo in dialogo le ricette tramandate dai trattati dell’epoca con la sapienza empirica delle botteghe artigiane.
Di seguito, si entrerà nel vivo dell’universo economico, culturale e sociale che faceva perno sul colore, con un intervento speciale dello storico Oreste Delucca che presenterà la sua nuova opera dedicata al guado, pianta fondamentale per la produzione del “blu” in Europa.
Al termine, sarà possibile visionare un’esposizione comprendente una copia anastatica del manoscritto Trattato dell’Arte della Seta in Firenze (1489) ed il celebre Plictho de l’arte de tentori (1540 circa), affiancati da una rassegna di pigmenti grezzi, campionature di filati e ricostruzioni di indumenti del XV secolo tinti dal relatore seguendo i manoscritti predetti.

Per informazioni: info@imagoantiqua.it ; 349 1456380 (Segretario)

Conferenza tintura medievale_07
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Riprese audiovideo – Canale YouTube di IMAGO ANTIQUA

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