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Sinossi

Nel Medioevo il grano e la vite non sono semplicemente due colture: attorno al pane e al vino si organizza una parte decisiva dell’economia, dell’alimentazione e della vita quotidiana.
Partendo da questa prospettiva, Oreste Delucca ricostruisce il mondo agricolo e sociale della Rimini medievale attraverso una vasta indagine documentaria.

Il volume segue anzitutto la storia del grano, dalle tecniche di coltivazione ai rendimenti e alle condizioni del lavoro contadino. L’analisi dei prezzi e dei salari permette poi di misurare concretamente il peso che il costo del pane assumeva nell’esistenza delle famiglie, facendo emergere una società continuamente esposta alla precarietà dei raccolti e delle disponibilità alimentari.

A questa prima parte si affianca lo studio della viticoltura riminese e della produzione del vino.
Le fonti consentono di seguire pratiche, consuetudini e trasformazioni che attraversano i secoli, fino a interrogare anche la storia dei vini e dei vitigni del territorio, distinguendo la documentazione dalle tradizioni sedimentate nel tempo.

Ne risulta una storia di Rimini osservata da un punto di vista inconsueto ma essenziale: quello della terra, del lavoro e degli alimenti da cui dipendeva la vita quotidiana. Un’indagine rigorosa che, attraverso le fonti d’archivio, restituisce consistenza concreta all’economia e alla società riminese del Medioevo.


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Oreste Delucca – Curriculum breve

Oreste Delucca, riminese, è impegnato da oltre quarant’anni nella ricerca delle fonti d’archivio per documentare i segni della storia della sua città e del territorio circostante: l’ambiente, l’economia, l’urbanistica, l’arte e le strutture sociali, con particolare riferimento ai secoli del tardo Medioevo, della Signoria Malatestiana e del Rinascimento.
Ha pubblicato oltre 45 volumi monografici e circa 170 saggi in riviste specializzate e opere collettive.
È membro della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna, della Società di Studi Romagnoli e della Società di Studi Storici per il Montefeltro.
Nel 2013 il Comune di Rimini lo ha insignito del Sigismondo d’Oro per meriti culturali.

E’ con grande piacere che annunciamo la prossima pubblicazione del nuovo volume di Oreste Delucca intitolato Rimini Malatestiana. Il volto della città nel Quattrocento (Panozzo Editore, 2026).

Esso offre un’immersione nella vita urbana della Rimini tardo-medievale, ricostruita attraverso un attento lavoro sulle fonti documentarie, sulle mappe storiche e sulle testimonianze iconografiche.
Un affresco vivido della città nel pieno della stagione malatestiana, in cui la struttura degli spazi urbani, le attività economiche e le dinamiche sociali si intrecciano restituendo il volto concreto e quotidiano dell’antica Arimino.

La presentazione dell’opera si terrà in dialogo con la prof.ssa Elisa Tosi Brandi in data Venerdì 10 aprile ore 17:30, presso la Cineteca della Biblioteca Civica Gambalunga (Rimini – Via Gambalunga 27).

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Sinossi

Rimini Malatestiana. Il volto della città nel Quattrocento è molto più di un saggio storico: è un viaggio narrato dall’interno, attraverso gli occhi meravigliati di Giuliano, un sedicenne di Valliano che per la prima volta varca le porte di Arimino. A guidarlo è Lorenzo, maestro di grammatica, voce sapiente che accompagna il lettore nei quartieri, nelle piazze, nelle botteghe e lungo i rivoli nascosti della città quattrocentesca. La Rimini che emerge non è una semplice ricostruzione architettonica, ma un organismo vivo, pulsante, fatto di rumori di ferri battuti, odori di spezie, clamori di mercato, strepitii di osterie, stalle, taverne e vicoli dove il quotidiano si mescola alla storia.

Il libro ricostruisce la città come fosse un grande teatro urbano: dalle mura romane alle espansioni malatestiane, dalle vie dei mestieri – popolate da fabbri, calderai, ceramisti e vetrai – alle piazze che segnano la vita civile, come il Campo del Foro o la piazza della Fontana, cuore idrico e sociale della Rimini medievale. Si attraversano le beccherie, animate da macellai, animali e un celebre orso incatenato; si incontrano gli speziali sotto i portici, i sarti nelle botteghe anguste, i notai nei trivii affollati. Accanto alla dimensione urbana, il volume restituisce anche il paesaggio economico e produttivo della città: i mulini e le gualchiere lungo la fossa Patara, le tintorie, i conciapelle, i tiratoi distesi al vento, la complessa filiera del panno e dell’arte della lana.

Ma la Rimini narrata da Lorenzo è anche un mosaico fatto di contrade e borghi, ciascuno con il proprio volto, le proprie regole, le proprie chiese di riferimento. Dalla vitalità portuale del borgo Marina alla quiete agreste della Patarina – dove orti, pozzi e colombaie penetrano profondamente nel corpo urbano – la città si rivela come un continuo intreccio di campagna e civiltà, di flussi d’acqua e tessuti sociali, di presenze artigiane e devozioni quotidiane. Il porto, vivo di traffici e fatiche, diventa un microcosmo a sé, popolato da osti, prostitute, libbatori, mercanti dalmati, pellegrini e marinai: uno spazio dove la legge cittadina si allenta e il ritmo del mare governa la vita.
La narrazione non tralascia gli aspetti più fragili dell’esistenza urbana: l’igiene precaria, le strade fangose senza sistema fognario, gli animali che condividono gli spazi domestici, le epidemie che minano la sopravvivenza cittadina. Attraverso il racconto delle pestilenze, delle carestie e della debolezza demografica, il libro illumina il costante bisogno di immigrazione che ha garantito la vitalità di Arimino, rivelando una città che attrae e respinge, che accoglie e consuma.

Il risultato è un affresco storico ricchissimo, costruito su fonti, mappe, catasti, iconografie, ma raccontato con tale vivacità narrativa da trasformare la Rimini malatestiana in un’esperienza immersiva. Ogni strada, ogni piazza, ogni bottega torna a vivere, e la città del Quattrocento si ricompone come un luogo reale, abitato, tridimensionale. Il lettore, come Giuliano, attraversa una Rimini che non è ricordo né museo: è un mondo in movimento, un organismo complesso di pietre, acqua, lavoro, rumori e riti collettivi.

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Oreste Delucca – Curriculum breve

Oreste Delucca, riminese, è impegnato da oltre quarant’anni nella ricerca delle fonti d’archivio per documentare i segni della storia della sua città e del territorio circostante: l’ambiente, l’economia, l’urbanistica, l’arte e le strutture sociali, con particolare riferimento ai secoli del tardo Medioevo, della Signoria Malatestiana e del Rinascimento.
Ha pubblicato oltre 45 volumi monografici e circa 170 saggi in riviste specializzate e opere collettive.
È membro della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna, della Società di Studi Romagnoli e della Società di Studi Storici per il Montefeltro.
Nel 2013 il Comune di Rimini lo ha insignito del Sigismondo d’Oro per meriti culturali.

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